Gli articoli di Edoardo – Profitto o scherzetto

Cari amici traders,

da questa settimana pubblicherò gli articoli della categoria “Gli articoli di Edoardo” ogni Venerdi anziché il Mercoledi. Questo è dovuto innanzitutto ad una scelta logistica, essendo Venerdi in coda alla settimana di trading ci sono sicuramente più opportunità, eventi ed operazioni da commentare, inoltre questa variazione permetterà l’inaugurazione di nuove categorie di articoli sul blog che verranno presentate nelle prossime settimane.

Questo ovviamente è stato possibile attraverso il supporto e l’interesse di tutti voi lettori. Ho ricevuto nel corso dei mesi tante email di curiosità, di richiesta informazioni, alcune erano dei veri e propri sfoghi circa esperienze poco piacevoli vissute in passato con il trading, ed ovviamente voglio cogliere questi feedback come un vero e proprio stimolo ad espandere questo spazio personale, ma a disposizione di tutti coloro che non si accontentano di ciò che normalmente NON si dice su come funziona veramente il mercato.

Coloro che, al contrario, vogliano guardare oltre la faccia visibile del trading e capire i veri motivi che determinano i movimenti dei prezzi.

Lo scorso martedi, il giorno di Halloween, ho fatto due cose che generalmente non faccio. La prima è stata quella di operare mentre non mi sentivo proprio benissimo, sono infatti reduce da una poco piacevole influenza di stagione. La seconda è stata quella di entrare in un trade optando per uno stop in denaro rispetto a quello tecnico nonostante il mio conto avrebbe potuto permettersi tranquillamente anche quello tecnico, più ampio. 

Colpa dell’influenza? Attacco improvviso di tirchieria? Direi che poco importa. La mia operazione è andata in stop, e da quel tick preciso il prezzo ha iniziato ad accelerare liscio come l’olio fino al mio target.

Hehe, so che questa cosa ti sarà successa come minimo una manciata di volte. E so anche che in quei momenti avrai inveito contro tutto e tutti, in una sorta di imitazione spontanea di Germano Mosconi durante uno dei suoi famosi fuorionda.

Bene, mi dico, il mercato continua a fare i suoi scambi e dopo una decina di minuti mi si presenta una nuova opportunità di ingresso. Il prezzo inizia ad andare a mio favore, ma finisce in stop, e decido di chiudere qui la mia giornata di trading. In verità questa è stata la terza cosa che non faccio di solito, ma pur essendo entrambi gli stop stati molto piccoli ho realizzato che forse sarebbe stato un rischio inutile dato che non mi sentivo in condizioni di piena efficienza.

Mi sono messo allora sbragato sul divano con un bella bevanda calda ed ho pensato un po’ che questa giornata poteva avere un certo parallelismo con la giornata di Halloween. Da noi in Italia non si festeggiava fino a pochi anni fa, molti non sapevano neanche che cosa fosse o come si scrivesse, ma si potrebbe definire come una variante anglosassone del nostra commemorazione dei defunti. Come però spesso avviene tra questi due filoni culturali quello anglosassone guarda con più leggerezza e spensieratezza ad un tema che noi europei “latini”, viviamo come al solito in maniera tetra, triste e timorosa.

Halloween e i suoi travestimenti, il “dolcetto o scherzetto” nascono proprio per esorcizzare le proprie paure, nello specifico la morte e l’ignoto, affrontandole in maniera ludica e, proprio per questo, distaccandovisi.

Il distacco dalle proprie paure, dai propri fantasmi spesso è proprio la chiave di volta per riuscire ad attuare i cambiamenti più grandi.

Nel trading il più ingombrante fantasma è dato dalla gestione delle perdite che, per ragioni biologiche più che legittime, fanno naturalmente paura. Riuscire ad operare un cambio di visione a riguardo risulta essere uno degli scogli più insormontabili da affrontare nella carriera da traders, ma di certo allenarsi ad operare un certo distacco da queste rappresenta il primo passo importante. Del resto affrontare delle perdite è parte integrante ed inevitabile nella carriera di ogni trader, anche professionista.

Quel giorno io avrei potuto intestardirmi, rifiutare di chiudere una giornata in perdita e probabilmente se non mi fossi fermato avrei recuperato. Ma aveva davvero senso? E tutto questo per non accettare una giornata in lieve perdita che avrei potuto tranquillamente recuperare con una sola operazione ?

In effetti, ieri è andata proprio così, in fondo gli operatori istituzionali fanno sempre le stesse cose…certo magari la prossima volta che decido di fare trading con l’influenza un Aulin mi sa che me lo prendo davvero!

Re-think your trading!

Edoardo

 

 

 

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