Gli articoli di Edoardo – Quando la matematica diventa un’opinione

Ripenso spesso al mio primo approccio con il mercato in un afoso Agosto di quasi 12 anni fa ed in particolare la primissima osservazione di un grafico. Stavo aiutando mia nonna a stendere la sfoglia forte della mia prestanza fisica del quarto di secolo ed ogni tanto andavo a guardare il grafico che nel frattempo correva sul pc in salotto.

Eheh, lo so che probabilmente ti aspettavi un’incipit più eroico, più da film tipo “Wall Street”, e invece ti ho fornito questa immagine da trader-massaia.

Lo ammetto, ero rimasto talmente impressionato da tutte quelle pubblicità che si vedevano su Internet che parlavano di “Casalinghe di Voghera che guadagnano 1000 Euro in 3 minuti” che volevo subito immedesimarmi nel “physique du role”.

In quei momenti di totale misconoscenza del trading e del mercato ero convinto che fare trading fosse la cosa più semplice al mondo. In fondo, o sale o scende!

Ovviamente presto mi resi conto che non era così, anzi tutt’altro. Tuttavia mi sono chiesto spesso, che cos’è davvero a rendere il trading così difficile?

Oggi voglio lanciare una provocazione; lasciamo temporaneamente da parte tutti i discorsi sulle tecniche, sui livelli e sui mercati manipolati ed immaginiamo che un trader abbia una percentuale di successo delle sue operazioni che si attesta a poco piu del 50%. Quindi niente di particolarmente eclatante o fuori dal comune.

Tecnicamente se lavorasse con un rapporto rischio rendimento anche di poco superiore all’ 1:1  è la semplice matematica a renderlo profittevole, decurtando ovviamente il costo di spread o commissioni. Non dico che potrebbe fare trading lanciando in aria una monetina ma poco ci manca.

Il punto è che questo è molto più vero sulla carta che in pratica. Perchè a rovinare tutto sarà proprio l’approccio psicologico del trader che svolge un’operatività del genere.

Vedere molte perdite, anche consecutive dato che sarebbe perfettamente normale avere una distribuzione statistica di 5 o 6 stop di seguito, diviene molto difficile da gestire per il trader così come il drawdown che ne deriverebbe e con ogni probabilità finirebbe o per smettere di tradare il sistema, o per distruggere definitivamente il conto sull’onda di azioni dettate dalla perdita di lucidità dovuta allo stress per le perdite o perchè è stanco di guadagnare le briciole. Ma ovviamente se avesse continuato a tradare il suo piano in modo impassibile e distaccato i numeri ci suggeriscono che sarebbe addirittura tornato in profitto.

Questo ovviamente è un esempio limite e volutamente generico per rendere più evidente il paradosso, se tecnicamente basterebbe così poco per essere profittevole come mai spesso anche traders più evoluti, con tecniche che hanno una loro validità cadono nella stessa trappola psicologica o comunque vittima di scherzi giocati dalla propria psiche?

La verità è che fare il trader non è più difficile di fare l’infermiere, il medico, l’imprenditore o l’architetto. In fin dei conti i meccanismi che muovono il mercato sono sempre gli stessi. Quel che fa la differenza è come le azioni che questa professione richiede vengono affrontate, giorno dopo giorno, trade dopo trade. COME TI COSTRUISCI ADDOSSO IL TUO PIANO DI TRADING E QUANTO SEI IN GRADO DI RISPETTARLO.

Il tuo piano di trading deve COCCOLARE la tua personalità, non deve sfidarla. Deve tenere conto dei tuoi punti di forza e debolezza personali, di modo che entrambi possano diventare i tuoi più grandi alleati. 

Chi ha frequentato corsi o coaching con me si attesta piuttosto presto su percentuali di oltre il 70 %  di trade positivi che possono arrivare a sfiorare l’85 % con l’esperienza. Questo va a coccolare egregiamente il desiderio di conferme e di gratificazioni immediate che tutti naturalmente abbiamo ma che non possono prescindere da una regola fondamentale.

NON DEVI MAI ASSOCIARE IL VALORE DELLA TUA PERSONA AI RISULTATI DELLE TUE OPERAZIONI

Se per ogni stop che prendi o per essere uscito a target ma avendo preso solo una minima parte di ciò che il mercato poteva darti, ti senti un fallito o uno sfigato oltre ad entrare in un circolo vizioso di frustrazione finirai per dare il controllo al tuo EGO, il tuo più grande nemico nel trading che ogni tanto si sostituisce al tuo piano di trading eseguendo le operazioni al suo posto.

Esatto, ho detto al suo non al tuo, perchè idealmente tu dovresti immaginarti non come l’autore del tuo trading ma come un automa, un semplice esecutore del tuo piano, scritto e dettato da regole ben definite.

Prima di concludere voglio mostrarti un’operazione svolta in affiancamento con un mio allievo durante la sessione americana sul future del Mini NQ. L’ingresso si basa su una sequenza composta da due segnali di forza in concomitanza di un livello operativo davvero interessante ma soprattutto una dinamica di mercato a dir poco cristallina. Forse noterai che la figura rappresenta anche uno STOP & GO non attivato, ma in casi come questo la SEQUENZA DI VOLUMI ci aiuta a decifrare alla perfezione ciò che va al di là del pattern.

Ti auguro un buon fine settimana.

Re-think your trading!

Edoardo