Gli articoli di Edoardo – La verità sul rapporto rischio rendimento

Cari amici traders,

ho passato le ultime due settimane riducendo sensibilmente la mia operatività sui mercati. Certo, un numero costante di giornate le dedico sempre in affiancamento ai miei allievi e quindi ogni distacco con il mercato è sempre molto relativo, ma tra questi impegni formativi ed altri progetti che sto portando avanti, sempre inerenti al trading ovviamente, di certo non mi sono messo a fare trading in stile operatore di trading floor.

Poco male, in effetti come ti dicevo nel mio ultimo articolo, i mercati erano in quella fase di volatilità altalenante da giornata a giornata, e anche il temperamento dei vari strumenti seguiva questo schema. Può anche darsi che se avessi avuto tempo e mi fossi seduto davanti ai grafici non avrei operato affatto, del resto non tutti i movimenti di mercato vanno presi a tutti i costi, anzi, di certo un livello di realizzazione importante per un trader si raggiunge nel preciso momento in cui ha ben chiaro in mente quale è un trade da fare e quale da scartare. Quella sensazione che ti porta, pian piano con l’esperienza, a schiacchiare il tasto Buy o Sell con la stessa naturalezza con la quale schiacceresti una zanzara con la ciabatta.

Oggi voglio affrontare un tema tanto centrale quanto forse “scomodo”, il rapporto rischio:rendimento.

Al giorno d’oggi, con la tanta formazione disponibile in rete, è facile entrare a contatto con varie scuole di pensiero sui setup, le tecniche, le analisi. Tutti però sembrano essere d’accordo su una cosa. Il rischio deve essere sempre superiore al rendimento, almeno di 1:3. Significa che se rischi 1 Euro con una operazione devi fare in modo di guadagnarne almeno 3.

Questo è un approccio indubbiamente corretto. Necessita però di doverose variabili che devono essere rispettate.

Innanzitutto, l’operazione che stai facendo ha DAVVERO il potenziale per un rendimento così ambizioso? Oppure ti metti un target di 3 volte il tuo rischio semplicemente perchè “hai deciso così”? Se fossi proprietario di un immobile e volessi venderlo, ma dopo aver deciso di ristrutturarlo per avere un maggior rendimento; dato un costo fisso per la ristrutturazione, ci si potrà aspettare un potenziale di rendimento molto diverso se l’appartamento si trova a Londra o in un paesino arroccato di provincia.

In secondo luogo un concetto è di fondamentale importanza nel trading. PAGA PRIMA TE STESSO.

Se il trading è la tua professione a maggior ragione, ma anche se il trading fosse semplicemente una fonte di entrate aggiuntive vorrai essere ricompensato per il tempo dedicato all’analisi, al lavoro mentale che c’è dietro ma soprattutto PER IL RISCHIO CHE OGNI VOLTA TI ASSUMI.

Ti è mai capitato di avere una buona percentuale di successo nelle tue operazioni, ma nella maggior parte di queste operazioni in successo hai deciso di lasciar correre il trade portando semplicemente lo stop in pareggio senza prendere alcun profitto parziale e vedere poco dopo preso tale stop chiudendo l’operazione con un nulla di fatto?  Però poi gli stop quando li prendi li prendi interi, quindi in pratica quando hai ragione, non guadagni una beneamata cippa, e quando hai torto, comunque perdi! Azz….

Ovviamente non sto dicendo di accontentarsi delle briciole, anzi sono sicuro che avrai già compreso che il senso del mio ragionamento è tutt’altro. In ogni trade c’è un target che funge da PUNTO DI EQUILIBRIO tra POTENZIALITA’ TECNICA e VELOCITA’ di raggiungimento, questo target deve determinare il nostro momento in cui veniamo pagati almeno il giusto per il nostro lavoro.

Ed ovviamente, se ha le caratteristiche giuste, può tranquillamente presentare un rapporto rischio rendimento anche di 1:5, perche no, ma anche se non lo fosse arrivati a quel punto bisogna ALMENO incassare qualcosa. Chiaro che poi se si ha la possibilità di lavorare con più contratti, o di scalare la posizione le possibilità in questo senso si ampliano notevolmente.

L’operazione che vedi nel grafico è uno splendido short sul NQ di Mercoledi. Chi ha frequentato il mio Master sa bene che esistono entrate che poste in aree ben precise del grafico possono lasciare spazio ad un bel potenziale e questa era una di quelle.

Entro con due contratti, il primo lo liquido al cosiddetto “Punto di equilibrio”, e l’altro lo lascio correre ben tranquillo fino al suo potenziale. Motivo dell’entrata? Tanti trader long, individuati grazie all’ausilio dell’analisi dell’Order Flow, che erano rimasti intrappolati in un’entrata sbagliata, la loro “capitolazione” ha fornito lo spunto per una caccia agli stop con i controfiocchi. Ma anche il carburante perchè tale movimento fosse particolarmente veloce.

Al di là dei motivi dell’ingresso, puoi notare come il mio punto di equilibrio per garantirmi almeno il “giusto profitto”aveva comunque un risk:reward nettamente a mio favore, ma aveva le ragioni per essere tale.

E da lì in poi, che profitto “ingiusto” sia!

Ti auguro un buon weekend!

Re-think your Trading!

Edoardo